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Se il serbatoio dell’auto si rovina per il carburante inquinato


Chi risarcisce, compagnia petrolifera o distributore: onere della prova a carico del danneggiato.

Se il carburante che avete messo nel serbatoio della vostra auto all’ultimo rifornimento era inquinato e ha provocato danni al mezzo, avete la possibilità di fare causa alla compagnia petrolifera per la responsabilità extracontrattuale che da ciò deriva e, quindi, ottenere il risarcimento.

Ma attenzione: l’onere della prova è a vostro carico e dovete essere particolarmente precisi a togliere ogni dubbio, in proposito, al giudice.

I chiarimenti giungono da una recente sentenza del Tribunale di Genova che cercheremo di sintetizzare qui di seguito.

In particolare, dovete riuscire a dimostrare non solo l’acquisto di un carburante “viziato” all’origine, perché inquinato, ma anche il nesso causale che c’è stato tra il prodotto difettoso e il danno che il vostro veicolo ha subito. In pratica, la sola constatazione (magari rilevata da analisi o da notizie apprese sul giornale) che il petroliere abbia messo in commercio una benzina non pura non è sufficiente per ottenere i soldi. Dovete munirvi anche di una perizia che dimostri che sia stata propria questa la causa del danno lamentato.

Insomma, non deve rimanere il dubbio che il problema sia derivato invece da altre cause, come, per esempio, dalla condotta dello specifico distributore dal quale vi siete riforniti. Questi, infatti, potrebbe aver dolosamente alterato il carburante. In tal caso, infatti, sarebbe tenuto quest’ultimo – e non il petroliere – a rispondere in prima persona del danno, esonerando invece dalla responsabilità il produttore.

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