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Autovelox sull’auto della polizia: lecito senza cartello


Non c’è bisogno di avviso agli automobilisti per effettuare multe con l’apparecchio di controllo elettronico della velocità installato sul cruscotto della volante dei poliziotti.

Il Ministero dei trasporti ha definitivamente approvato gli autovelox montati sul cruscotto o, comunque, all’interno dell’auto della polizia: purché debitamente omologato per questo tipo di controlli, l’uso tale strumento di controllo elettronico della velocità non deve neanche essere previamente comunicato ai conducenti con la segnaletica stradale. Insomma, niente cartelli con scritto: “Attenzione: tratto di strada sottoposto a controllo elettronico della velocità”. È questa la novità introdotta con apposito parere ministeriale dello scorso 6 maggio .

Risultato: sono pienamente valide le multe per eccesso di velocità rilevate con gli strumenti di controllo a distanza, di tipo “dinamico”, montati a bordo dei veicoli di polizia stradale. L’importante è che l’impianto rispetti anche la privacy degli interessati in caso di accesso agli atti.

In pratica l’autovelox viene posizionato sul cruscotto del mezzo della polizia per riprendere i comportamenti di guida degli automobilisti: tanto di quelli che procedono nello stesso senso di marcia della pattuglia (in tal caso, l’apparecchio li può fotografare alle spalle, registrando il numero di targa posteriore), tanto di quelli che provengono nel senso di marcia contrario (in tale ipotesi, invece, ad essere interessata dallo scatto del velox sarà la targa anteriore). Senza alcun problema di disparità di trattamento per quei veicoli che hanno solo la targa sul retro.

Secondo il ministero, infatti, la legge autorizza l’uso di postazioni in modalità dinamica oppure a inseguimento. In questo caso non servono segnalazioni particolari per la pattuglia. Solo il rispetto della privacy nel caso in cui, nella foto o nel filmato, vengano ripresi terzi trasportati all’interno del veicolo in contravvenzione.

I dispositivi omologati per effettuare questo tipo di riprese, prosegue la nota centrale, sono peraltro già dotati di filtri appositi che dovrebbero omettere i volti delle persone. Ma se incidentalmente questa limitazione non dovesse essere rispettata spetterà al comando di polizia oscurare i volti prima di consentire l’accesso agli atti da parte degli interessati (nel caso, per esempio, in cui il proprietario del mezzo sia soggetto differente rispetto al conducente effettivo, come nel caso del padre con il figlio).

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