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Banche e anatocismo sotto scacco: interessi pompati sul finanziamento


Le banche non hanno alcun diritto a capitalizzare gli interessi: il divieto dell’anatocismo è conforme ai principi della UE in quanto prevede una norma a favore del consumatore.

Anatocismo vietato già da un anno e mezzo non solo a Milano e Como: al coro dei tribunali che si scagliano contro la pratica bancaria di “pompare” gli interessi a carico del correntista, calcolandoli non solo sul capitale dato in prestito, ma anche sugli interessi già prodotti nelle precedenti mensilità (così aumentando sempre più l’importo da restituire all’istituto mutuante) è ora anche il Tribunale di Biella . Secondo, infatti, quest’ultimo giudice, è stato sufficiente lo stop scritto (seppur genericamente) dalla Legge di Stabilità del 2013 per far scattare il divieto a partire dal primo gennaio 2014. E questo a prescindere dal fatto che ancora non siano stati adottati quei decreti attuativi del CICR (Comitato Interministeriale Credito Risparmio) previsti dalla norma.

Insomma, dovranno rassegnarsi le banche italiane non solo a restituire quello che, in questi ultimi mesi, hanno rastrellato dai propri correntisti, ma anche a rinunciarvi per il futuro. Checché ne dicano infatti gli intermediari finanziari, il divieto è già operativo e obbliga gli istituti di credito a calcolare gli interessi del mutuo solo sulla sorte capitale e non anche su quest’ultima maggiorata degli interessi già maturati in precedenza.

Il divieto di anatocismo peraltro – si legge in sentenza – è compatibile con le norme dell’Unione Europea in quanto viene incontro a esigenze di tutela del correntista che è contraente debole rispetto alla banca e, dunque, legittima una limitazione agli interessi degli istituti di credito: non esiste comunque nell’ordinamento dell’UE un diritto, in favore delle banche, alla capitalizzazione degli interessi dal momento che in materia non è stata prevista l’armonizzazione delle legislazioni dei singoli Paesi membri. Quindi non c’è neanche bisogno – sostiene il giudice di Biella – di rinviare gli atti alla Corte di Giustizia europea, perché non v’è ombra di dubbio che la legge di stabilità italiana, che ha messo fuorilegge l’anatocismo, sia completamente eurocompatibile .

La nuova formulazione del Testo Unico Bancario deve essere applicata a partire dal primo gennaio 2014: con la conseguenza che, essendo la norma già efficace da quel giorno, le banche sono tenute a restituire quanto percepito da allora sino ad oggi. Con le buone o con il ricorso all’autorità giudiziaria.

Infine quanto alla delibera del Cicr, cui rimanda la legge di stabilità 2014, essa non potrà mai porsi in contrasto con la legge, rendendo operativa una modalità di conteggio più gravosa per il cliente.

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