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CADUTA PER TERRA CON UN TESTIMONE


Come ottenere il risarcimento del danno per una caduta sulla strada o sul marciapiede determinata da una buca, un gradino o una lastra di ghiaccio. Per ottenere il risarcimento del danno, in caso di caduta a terra determinata da una buca sulla strada, da una lastra di ghiaccio, da un gradino traballante o da qualsiasi altra insidia sull’asfalto è necessario non solo dimostrare il danno fisico subìto, ma anche e soprattutto che lo stesso è dipeso dal difetto di manutenzione del suolo. Che significa concretamente? Un certificato del pronto soccorso rivela solo che una persona si è fatta male ad un arto, a una spalla o alla testa, ma non dice di certo “come” e “per causa di chi” ciò è avvenuto. Mentre è proprio quest’ultimo aspetto che rileva per identificare il responsabile e stabilire a chi chiedere il risarcimento del danno. Insomma, ci vuole qualcosa o qualcuno che possa dimostrare che la caduta a terra è dipesa non da un laccio della scarpa fuori posto, da una spinta di un passante, dalla distrazione del pedone per chattare al cellulare, ma solo ed esclusivamente dalla buca sulla strada, dalla lastra di ghiaccio, dal gradino traballante. Chi lo può dire? Solo un testimone o, eventualmente, un filmato (il che è poco probabile). Che deve dire il testimone per dimostrare la caduta a terra del passante? Di tanto si è occupato il tribunale di Milano con una recente sentenza . Per comprendere meglio come stanno le cose ricorriamo a un esempio. Ma prima ancora ti invitiamo a leggere la guida Come fare causa al Comune per caduta dove troverai una serie di suggerimenti da seguire per ottenere più facilmente il risarcimento del danno.

Il testimone deve dire di aver visto cadere il danneggiato Immaginiamo una persona che, rientrando a casa, scivoli su una buca nascosta dalle foglie sul marciapiede. Un passante, sopraggiunto in quel momento, lo vede e lo porta al pronto soccorso. Qualche settimana dopo, il danneggiato, ormai rimessosi in forma, ritorna sul luogo dell’incidente, scatta qualche foto alla fossa e la invia al Comune insieme a una richiesta di risarcimento. Poiché l’amministrazione non risponde, avvia una causa. Nel giudizio, suggerito dal proprio avvocato, il malcapitato chiama a testimoniare in proprio favore il passante che lo ha aiutato in quel frangente. Senonché quest’ultimo davanti al giudice, dice ciò che a cui ha assistito: «Ho visto un signore caduto a terra che gemeva per essersi fatto male a un ginocchio a seguito di una caduta. Mi ha detto di essere scivolato su una buca e di voler essere portato in ospedale. Così l’ho assistito». Il giudice però ritiene la prova insufficiente e rigetta la domanda di indennizzo. Il danneggiato valuta la possibilità di fare appello: perché mai il giudice gli ha dato torto? Con la prova costituita dal certificato medico, dalla foto della buca e dalla dichiarazione del testimone che ha ammesso di averlo visto gemere a terra tutto doveva essere in regola per ottenere i danni. Cosa è andato storto? Ha sbagliato il giudice, l’avvocato o il testimone?

Ecco la soluzione. Chi intende chiedere il risarcimento del danno per una caduta a terra deve dimostrare l’esistenza di un rapporto di causa-effetto (cosiddetto «nesso causale») tra l’insidia posta sulla strada e il danno subito. In pratica non deve limitarsi a dimostrare l’esistenza della buca e la caduta, ma anche che la caduta è dipesa dalla buca e non da altro. In parole spicciole, ci vuole qualcuno che possa testimoniare di aver visto il passante in tutta la dinamica dell’azione: non già ormai disteso a terra (evento statico che rappresenta solo la conseguenza dell’evento), ma cadere per causa della buca stradale. È proprio una tale dichiarazione che toglie ogni dubbio in merito al quesito se e come sia stato determinato il danno.

Quindi, nel caso di specie, che deve dire il testimone? Il testimone dovrà riferire una formula simile alla seguente: «Ho visto il danneggiato che camminava tranquillamente e a velocità normale; senonché lo stesso, per aver messo un piede in fallo in una buca nascosta e non particolarmente visibile, cadeva a terra e si faceva male». Solo una dichiarazione completa di questo tipo raggiunge l’obiettivo dell’onere della prova e consente di vincere la causa per il risarcimento dei danni. In altri termini, il testimone deve dire di aver visto cadere – e non già caduto – il danneggiato.

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